Calcolo del campo magnetico generato da elettrodotto

Premessa

Dalla nostra esperienza ventennale nelle misure dei campi elettromagnetici, abbiamo riscontrato una attenzione (spesso) eccessiva verso le antenne installate sui palazzi, e uno scarso interesse verso i campi provocati dai cavi dell’alta tensione.

Mentre infatti nel campo delle antenne di telefonia (alta frequenza) c'è molto interesse (anche mediatico), con le più disparate teorie di più o meno "esperti" che abbracciano tutto il possibile spettro di pensiero, (senza considerare la galassia dei cospirazionisti, comitati, associazioni etc), sui cavi di alta tensione c'è meno attenzione, anche forse perchè siamo abituati a trovarceli davanti da sempre. 

Eppure mentre per le antenne abbiamo ancora relativamente pochi anni di studi e analisi dei dati, sulla bassa frequenza ci sono molti più anni di raccolta dati e relativi studi.

Senza scendere nei dettagli, molti studi indicano una relazione tra cancro e esposizione di lungo periodo a campi magnetici a bassa frequenza, anche di intensità ben inferiore ai limiti imposti dalla normativa!

In particolare sembra esistere un’associazione tra leucemia infantile ed esposizione prolungata a campi magnetici di 50-60 Hertz (elettrodotti).

La normativa attuale (DPCM del 2003) ha fissato in 3 µT (micro Tesla) il limite (chiamato in maniera sibillina “obiettivo di qualità”) del campo magnetico in presenza di linee elettriche.

Poi però… il Ministero dell'Ambiente con la circolare prot 3205/99/SIAR del 03.08.99, indica per il campo magnetico il valore di 0,2 µT come obiettivo (un'altro obiettivo) da raggiungere per gli elettrodotti posti in prossimità di spazi destinati all'infanzia (ma è dieci volte inferiore…).

E alcune regioni, come il Veneto e il Lazio, hanno emanato una propria legge. In particolare la Regione Veneto con Legge 30 giugno 1993 n°27 fissa distanze di rispetto dalle abitazioni in funzione della tensione, in modo che il campo magnetico non sia superiore a 0,2 μT.

In conclusione, l’unica verità è che non c’è ancora una verità.

Ma andiamo ad analizzare il campo magnetico prodotto da un elettrodotto, e vedremo perché è importante rispettare certe distanze.

Il campo magnetico

Come già scritto in precedenti articoli, nel caso degli elettrodotti, ai fini degli effetti sulle persone, è corretto distinguere il campo elettrico dal campo magnetico.

Ricordiamo da dove derivano: Il campo elettrico proviene dalla tensione (presenza di cariche elettriche); quello magnetico dalla corrente (cariche elettriche in movimento). Quindi il campo magnetico esiste solo se su un cavo passa corrente.

Il campo diminuisce con la distanza dal cavo.

In questo articolo ci concentreremo sul solo campo magnetico, in quanto è quello che ha maggiori conseguenze sul corpo umano, a differenza di quello elettrico che, alle basse frequenze, risulta notevolmente meno dannoso.

Il campo magnetico si misura in micro-Tesla (µT) e dipende dall'entità delle correnti che circolano nei conduttori.

Esempio di una linea 380 kV

Prendiamo una linea dell'alta tensione di 380 kV con due tratti (sei conduttori) a pieno carico con 1920 A , ad esempio come quello in figura.

CEM traliccio

Se prendiamo in considerazione il DPCM, dobbiamo preoccuparci di evitare il valore di 3 µT, quindi andremo a calcolare l’area intorno ai cavi che hanno un valore di campo maggiore,

Le formule sono abbastanza complesse e sono definite da norme e leggi: Decreto 29 maggio 2008, CEI 211-4, CEI 106-11.

Vediamo direttamente i risultati in base al nostro simulatore.

CEM area 3 microtesla

Come possiamo osservare, la zona “vietata” si estende per oltre 40 metri da ogni lato, e se consideriamo (più correttamente) la proiezione al suolo, la fascia si allarga a oltre 60 metri per lato.

Andiamo ora a calcolare la fascia entro i 0,2 µT. Il risultato è sorprendente, infatti la fascia si allarga ulteriormente a oltre 260 metri per lato!

CEM area 02 microtesla

Nel calcolo riportato nell’articolo abbiamo preso volutamente (ad uso “didattico”) un caso limite, ovvero una linea doppia terna a 380 kV e a pieno carico. In caso di linee con tensioni e correnti inferiori il valore del campo ovviamente diminuisce, e con essa la distanza critica dai cavi.

Per dare un parametro di valutazione, in maniera che possiate fare un primo veloce controllo in caso di presenza di tralicci di alta tensione, la zona 3 µT può estendersi da 20 a 40 metri circa, mentre quella sotto i 0,2 µT da 50 a oltre 250 metri per lato.

Come fare a capire se un traliccio è pin alta tensione? Si capisce da forma e dimensioni, basta fare un veloce giro su internet. Oppure per avere un’idea basta contare gli isolatori:

CEM isolatori

In genere da 9-10 isolatori in su è una linea in alta tensione.

Ricordiamo anche che a differenza dei campi elettrici, quelli magnetici non sono schermati da ostacoli quali alberi, arbusti o muri delle case.

L’unica “protezione” è la distanza!

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