Campi Elettromagnetici: valutazione del rischio

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Il DLgs 81,  al Titolo VIII "Agenti Fisici", Capo I Disposizioni generali:

Art. 181. Valutazione dei rischi

1. Nell’ambito della valutazione di cui all’articolo 28, il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici e’ programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi e’ aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

3. Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure di prevenzione e protezione devono essere adottate. La valutazione dei rischi e’ riportata sul documento di valutazione di cui all’articolo 28, essa può includere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.

La valutazione del livello di esposizione ai CEM durante il lavoro sarà effettuata in conformità alle norme tecniche:

  • CEI EN 50499 - Procedura per la valutazione dell'esposizione dei lavoratori ai CEM
  • CEI 211-6 - Guida per la misura e per la valutazione dei CEM nell’intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all’esposizione umana
  • CEI 211-7 - Guida per la misura e per la valutazione dei CEM nell’intervallo di frequenza 10 kHz - 300 GHz, con riferimento all’esposizione umana
  • CEI EN 50413 - Norma di base sulle procedure di misura e di calcolo per l'esposizione umana ai CEM (0 Hz-300 GHz)

Fasi della valutazione

  • Identificazione delle sorgenti di pericolo
  • Identificazione dei lavoratori (o terzi) esposti al rischio
  • Individuazione dei rischi da esposizione
  • Stima dei rischi di esposizione
  • Studio della possibilità di eliminare o ridurre il rischio
  • Informazione/Formazione
  • Programmazione Sanitaria

Identificazione delle sorgenti di pericolo

l'identificazione delle sorgenti di pericolo deve essere effettuata sulla base di:

  • descrizione dell'attività lavorativa (ciclo lavorativo; singole fasi lavorative; fonti di emissione utilizzate),
  • l'analisi delle fasi operative (per rilevamento del livello di rischio nelle diverse fasi).
    • Analisi documentazione tecnica delle macchine e degli impianti;
    • Controllo schede di sicurezza delle macchine erogatrici;
    • Sopralluogo negli ambienti di lavoro
    • Informazioni da interviste ai lavoratori
    • Analisi di informazioni relative a ispezioni interne e di organi di vigilanza.
    • Misurazione delle emissioni per il rispetto dei valori limite di esposizione (nazionali, comunitari)
    • Analisi dati di sorveglianza sanitaria;

In funzione del livello di emissione di radiazioni, (valori riportati in appendice B della UNI EN 12198:2009) la norma richiede che il fabbricante assegni alla macchina una categoria di emissione di radiazioni. Sono considerate tre categorie di emissione, per le quali sono previste diverse misure di protezione, informazione, addestramento, secondo la tabella seguente:

rischio cem tab1

Identificazione dei lavoratori (o di terzi esposti al rischio)

Rischio generico: per tutti i lavoratori che utilizzano qualsiasi elettrodomestico che funziona a corrente elettrica o lavorano d'avanti a videoterminali o in luoghi di lavoro situati in prossimità di antenne radiobase o elettrodotti.
Rischio specifico: per quei lavoratori che utilizzano giornalmente fonti di emissione di campi elettromagnetici

Fonti di emissione a Radiofrequenze:

  • Sistemi per saldatura dielettrica e trattamenti termici ad induzione elettromagnetica;
  • Apparati elettromedicali per diatermia, risonanza magnetica, chirurgia con elettrobisturi ad alta frequenza (con esposizione di pazienti, personale medico, infermieristico e tecnico).
  • Apparecchiature scientifiche (spettrografi magnetici, ciclotroni e sistemi di perfusione nucleare).
  • Apparecchiature per la disinfestazione delle granaglie.
  • Sistemi di broadcasting.
  • Impiantistica della telefonia cellulare.
  • Utilizzo di telefonia cellulare.
  • Apparecchiature Wafers (microcip di memoria RF).
  • Impiantistica radar (es. torri di controllo).
  • Attrezzature forze armate (radar, carri armati, ecc.).

Stima dei rischi di esposizione

Dall'analisi delle sorgenti di pericolo e dall'individuazione dei livelli di rischio, deve essere effettuata una stima del rischio di esposizione residuo.
Tale stima, può essere eseguita attraverso:

  • La verifica del rispetto dell'applicazione delle norme di sicurezza alle macchine durante il loro funzionamento.
  • La verifica dell'accettabilità delle condizioni di lavoro in relazione ad un esame oggettivo dell'entità e della durata delle lavorazioni, delle modalità operative svolte e di tutti i fattori che influenzano le modalità e l'entità dell'esposizione,
  • La verifica delle condizioni di sicurezza anche mediante acquisizione di documentazioni e certificazioni eventualmente esistenti agli atti dell'azienda.
  • La corretta misura dell'entità dell'esposizione (eseguita secondo la Norma CEI 211-7 per la misura di campi ad alta frequenza) che porti alla quantificazione oggettiva del rischio ed alla conseguente valutazione attraverso il confronto con indici di riferimento.

Complessità dell’attività di stima dei rischi di esposizione

  • elevati livelli di esposizione
  • corpo umano a contatto o in stretta prossimità della sorgente
  • esposizioni disomogenee sul corpo del lavoratore
  • necessità di caratterizzare l’andamento spaziale dei campi
  • esposizioni combinate da più sorgenti
  • necessità di caratterizzare più accuratamente la forma d’onda del segnale, rispetto alla sola valutazione RMS
  • maggiore possibilità rispetto alla popolazione di effetti indiretti su dispositivi medici impiantati

Studio della possibilità di eliminare o ridurre il rischio

La possibilità di ridurre le emissioni elettromagnetiche in ambiente lavorativo, dipende da

  • frequenza e le caratteristiche fisiche dell'onda,
  • utilizzo dell'onda emessa (se si tratta per esempio di una macchina industriale o di un elettrodotto, o di un'antenna per radiotelefonia)
  • ambiente in cui il lavoratore è esposto.

La schermatura di un campo elettrico, magnetico o elettromagnetico consente

  • di ridurre l'esposizione di individui che debbano transitare o stazionare nei pressi di una sorgente di campo elettromagnetico in ambiente lavorativo,
  • di ottenere "compatibilità elettromagnetica", per evitare che le emissioni elettromagnetiche prodotte da una apparecchiatura elettrica disturbino il funzionamento di altre apparecchiature poste nelle vicinanze della prima o che la sommatoria delle onde elettromagnetiche di più

sorgenti crei un'amplificazione dell'intensità dell'onda

Possibilità di schermare una sorgente dipende dalla intenzionalità o dall’accidentalità dell’emissione elettromagnetica.

  • I campi elettrici vengono fortemente attenuati anche dagli oggetti materiali non conduttivi che si interpongono tra le sorgenti e gli individui: una parete o un edificio sono utili attenuatori di campo elettrico.
  • I campi magnetici, invece, non subiscono attenuazione da parte degli oggetti materiali. Pertanto si ritrovano quasi inalterati all'interno e all'esterno di un edificio.

Gli schermi si realizzano maggiormente con l'impiego di pannelli o contenitori metallici o comunque di materiale che possegga una buona conducibilità elettrica.

Il campo elettromagnetico a radiofrequenza (per esempio a 900 MHz, come nel caso della telefonia cellulare) può essere, invece, facilmente schermato da materiali metallici. Uno schermo può anche essere realizzato con un tessuto (filato o non filato, naturale o sintetico) attraversato da un materiale che deve essere dotato di una buona conducibilità elettrica (ad es. grafite, filamenti metallici).

Questo significa che è possibile abbattere i livelli di campo elettromagnetico ad alta frequenza mediante l'uso di semplici tende purchè dotate delle succitate caratteristiche

GIUSTIFICAZIONI

Definiamo situazione “giustificabile”  la condizione espositiva a CEM che non comporta apprezzabili rischi per la salute. Ai fini di questa definizione si reputano in primo luogo non comportare rischi per la salute le esposizioni inferiori ai livelli di riferimento per la popolazione di cui alla raccomandazione europea 1999/519/CE. In linea con questa definizione sono condizioni espositive giustificabili quelle elencate nella Tabella 1 elaborate a partire norma CENELEC EN 50499. In questi casi la giustificazione è adottabile indipendentemente dal numero di attrezzature di lavoro in uso.

Tab. 1 - Attrezzature e situazioni giustificabili. Lista non esaustiva.

rischio cem tab2

Pertanto i luoghi di lavoro per i quali, comunemente, si può effettuare la giustificazione del rischio sulla base della Tabella 1 sono: uffici, centri di calcolo, negozi, alberghi, parrucchieri ecc.

In tabella 2 si riportano gli apparati che devono essere oggetto di specifica valutazione CEM in quanto possono dare luogo ad esposizioni superiori ai livelli di riferimento per la popolazione ovvero ai livelli d'azione per i lavoratori:

Tabella 2 – Macchinari e impianti che richiedono valutazione del rischio CEM e  adozione di misure di tutela

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Overtec nasce nel 2002 dall'unione di un gruppo di ingegneri con eseprienza decennale nelle verifiche tecniche e strumentali in vari campi: ascensori, impianti, strutture, misure ambientali. Richiedi un preventivo per la messa a terra o altre informazioni

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