L'impianto elettrico dell'ascensore (UNI EN 81-20)

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Proseguiamo con l'argomento introdotto e trattato nel precedente articolo, riportando gli aggiornamenti introdotti dalla norma UNI EN 81-20, che sostituisce la norma UNI EN 81-1 per gli ascensori elettrici e la norma UNI EN 81-2 per gli ascensori idraulici.

La norma UNI EN 81-20: "Ascensori per persone e cose accompagnate da persone" è entrata in vigore il 2 ottobre 2014; le norme precedenti restano in vigore (in parallelo) fino al 31 agosto 2017.

Competenze

La norma UNI EN 81-20, art. 5.10.1.1.1, stabilisce: "I requisiti della presente norma, relativi all'installazione ed agli elementi costitutivi dell'equipaggiamento elettrico, si applicano:

  • all'interruttore generale del circuito di forza motrice ed ai circuiti a valle di esso;
  • all'interruttore del circuito di illuminazione della cabina ed ai circuiti a valle di esso;
  • all'illuminazione del vano di corsa e ai circuiti da essa dipendenti.

Come più volte scritto nei precedenti articoli, l'ascensore deve essere considerato come un tutto unico, allo stesso modo di una macchina che ha l'apparecchiatura elettrica incorporata".

Da quanto sopra discende che sono di competenza dell'elettricista:

  • la linea di alimentazione dell'ascensore, dal contatore fino ai morsetti di ingresso dell'interruttore generale forza motrice;
  • l'illuminazione e circuito prese del locale macchinario e dell'eventuale locale pulegge di rinvio;
  • l'illuminazione dei pianerottoli in corrispondenza delle porte ai piani dell'ascensore;
  • l'illuminazione delle vie di accesso al locale macchinario, o armadio di comando, al locale pulegge di rinvio e all'eventuale porta per accedere in fondo al vano corsa (fossa).

L'illuminazione del vano corsa, che secondo la precedente norma UNI EN 81-1, art. 13.1.1.1, era di competenza dell'elettricista ora passa sotto la responsabilità dell'ascensorista, che è condivisibile, in quanto il vano corsa non è
facilmente accessibile in sicurezza per l'elettricista.

L'illuminazione del vano corsa corrisponde all'illuminazione a bordo macchina.

Va da sé che quanto è di competenza dell'elettricista può essere eseguito anche da un ascensorista, ma soltanto se abilitato ai sensi del DM 37/08, per gli impianti elettrici, art. 1, comma 2, lettera a); cioè so lo se è pure un elettricista.

Una volta chiarite le rispettive competenze, si può entrare nel merito dei requisiti che la norma sugli ascensori stabilisce per i circuiti che devono essere eseguiti dall'elettricista.

Alimentazione dell'ascensore

Il montante che alimenta l'ascensore è di competenza dell'elettricista, ma fornire e installare l'interruttore generale forza motrice nel locale ascensore è compito dell'ascensorista.

Qualora l'interruttore generale forza motrice sia fornito e installato dall'elettricista, a seguito di un accordo tra le parti, bisogna sapere che tale interruttore deve svolgere anche la funzione di sezionamento.

A tal fine, la norma UNI EN 81-20, art. 5.10.5.1, rinvia ai requisiti di cui alla norma CEI EN 60204-1, art. 5.3.2 da a) a d) e art. 5.3.3 relativi al dispositivo di sezionamento generale dell'equipaggiamento elettrico delle macchine.

Se si impiega un interruttore automatico conforme alla norma CEI EN 60947-2 (CEI 17-5) deve portare in targa il simbolo .

Se, invece, è un interruttore automatico per impianti domestici e similari, CEI EN 60898-2 (CEI 23-3), tale simbolo non serve, perché tutti gli interruttori automatici, conformi a quest'ultima norma, sono idonei al sezionamento.
L'interruttore generale in questione deve essere munito di un mezzo che permetta di bloccarlo nella posizione di aperto, ad es. mediante un lucchetto, CEI EN 60204-1, art. 5.3.3.

L'organo di comando dell'interruttore generale forza motrice (che serve per mettere fuori tensione l'impianto, ascensore sul quale eseguire la manovra a mano) deve essere direttamente accessibile dall'ingresso del locale  macchinario.
Se ci sono due accessi deve essere accessibile da entrambi gli accessi (un interruttore in corrispondenza di ogni accesso).

Locale macchinario

Se il locale macchinario comprende più ascensori, ogni interruttore generale forza motrice deve consentire di identificare facilmente l'ascensore a cui si riferisce, UNI EN 81-20, art. 5.10.5.2.

L'interruttore generale forza motrice non deve interrompere i circuiti luce e prese della cabina, né quelli del vano corsa, del locale macchinario e delle pulegge di rinvio, UNI 81-20, art. 5.10.7.1.

Come visto nel precedente articolo, le combinazioni possibili per l'alimentazione di forza motrice ascensore, illuminazione di cabina, illuminazione e prese vano e locale, sono numerose, pertanto di seguito si darà solo un esempio e i principi generali.

Tra la partenza di un circuito dal quadro generale condominiale, e l'arrivo nel quadro posto nel locale macchina dell'ascensore, considerando che in quest'ultimo si deve avere la possibilità di staccare l'alimentazione sul posto, possiamo avere tre principali combinazioni di apparecchiature di protezione e manovra, che dipendono dal tipo di alimentazione:

  • un'unica linea proveniente dal contatore
  • due linee: una forza motrice, una luce e prese locale macchinario

Entrambe le soluzioni sono ammesse, norma UNI EN 81-20, art. 5.10.7.1.

circuito ascensore

2 montanti (esempio 1)

circuito ascensore 2mont 1

2 montanti (esempio 2)

circuito ascensore 12mont 1

1 montante (esempio 1)

circuito ascensore 12mont 1

È appena il caso di ricordare che non è più necessario l'interruttore al pianoterra con funzione di comando di emergenza.

Illuminazione e prese

L'impianto di illuminazione degli spazi del macchinario e del locale delle pulegge di rinvio deve fornire un illuminamento di 200 lx al livello del pavimento dove una persona necessita di lavorare e di 50 lx al livello del pavimento per spostarsi tra le aree di lavoro, UNI EN 81-20, art. 5.2.1.4.2.

Un interruttore luce deve essere previsto in corrispondenza di ogni punto di accesso al locale del macchinario e delle pulegge di rinvio.

Bisogna illuminare le vie di accesso al locale macchinario, o all'armadio di comando, al locale pulegge di rinvio e all'eventuale porta per accedere alla fossa (in fondo al vano corsa) con un illuminamento di almeno 50 lx, UNI EN 81-20, art. 5.2.2.2. 2

L'illuminamento naturale, o artificiale, dei piani in prossimità di tutte le porte di piano dell'ascensore, deve essere almeno di 50 lx a livello del pavimento, in modo che l'utente possa vedere che cosa gli si presenta quando apre la porta di piano per entrare nell'ascensore, anche in mancanza di illuminazione nella cabina, UNI EN 81- 20, art. 5.3.7.1.

Stante il fine di tale illuminazione essa può essere comandata da una persona o dalla sua presenza, e spegnersi dopo un determinato tempo.

L'elettricista deve installare prese di corrente 2P+T, 250 V (la norma non indica la corrente nominale, ma sono in genere di 16 A) nel locale macchinario, o in corrispondenza dell'armadio di comando e nel locale pulegge di rinvio.

Il circuito luce e prese (unico), oppure i due circuiti separati (un circuito luce e uno prese), deve (ono) essere derivato (i) a monte dell'interruttore generale forza motrice, oppure provenire da un'altra linea di alimentazione, UNI EN 81-20, art. 5.10.7.1.

Impianto di terra

La norma UNI 81-20, art. 5.10.1.2.1, rinvia alla norma CEI 64-8 per quanto attiene la protezione contro la folgorazione e in particolare per la messa a terra, art. 5.10.9.

Risulta chiaro che l'impianto di terra dell'ascensore deve essere unico con quello dell'edificio. In realtà l'impianto anche prima doveva assolutamente essere unico, per ovvi motivi di equipotenzialità che è la base della sicurezza
in tema di guasti a terra.

La protezione dai contatti indiretti è di competenza dell'ascensorista per quanto attiene l'intero ascensore, mentre è compito dell'elettricista per i circuiti di illuminazione e prese di sua competenza.

Se, come spesso accade, l'alimentazione proviene da un sistema TT (fornitura direttamente in bassa tensione) occorrono interruttori differenziali coordinati con la resistenza di terra, secondo la nota regola generale.

Se l'ascensore è alimentato da un sistema TN, ad esempio in una fabbrica, l'interruttore differenziale può essere omesso se è soddisfatta la condizione relativa all'impedenza dell'anello di guasto.

Va subito chiarito che l'interruttore differenziale è necessario ai fini della protezione dai contatti indiretti, mentre nessuna norma impone un interruttore differenziale da 30 mA per la protezione addizionale contro i contatti diretti, come a volte qualcuno immagina.

Un punto critico è il montante che alimenta l'ascensore, di competenza dell'elettricista, il quale non ha però in genere alcuna massa da proteggere, dunque l'installatore non è tenuto ad installare un dispositivo differenziale alla base del montante, infatti la protezione dai contatti indiretti dell'ascensore spetta all'ascensorista e non all'elettricista.

Anche quindi l'installazione di interruttori differenziali di tipo B (a volte necessari per la presenza di alcuni inverter) è a cura e a carico dell'ascensorista.

Secondo la norma UNI EN 81-20, art. 5.2.1.2.1: "Il vano di corsa, il locale macchinario e delle pulegge di rinvio non devono contenere condotti, cavi o dispositivi diversi da quelli per l'ascensore".

Ne consegue, in particolare, che il montante di terra dell'edificio non può passare nel vano ascensore, anche se farebbe molto comodo nell'eseguire l'impianto di terra in un vecchio stabile.

Non ci sono ragioni tecniche per questa separazione, ma solo motivi di opportunità, dal momento che per accedere al vano corsa occorre la presenza dell'ascensorista.

Il montante che alimenta l'ascensore è un cavo esclusivo per l'ascensore e dunque la norma ammette che sia installato nel vano corsa dell'ascensore stesso.

Tale cavo rimane in tensione anche se apre l'interruttore generale forza motrice e gli interruttori luci e prese del vano di corsa e della cabina, ma l'ascensorista è una persona esperta e un cartello "Linea alimentazione ascensore"
dovrebbe essere sufficiente ad evitare il pericolo in questione.

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